Quando i nipoti superano la soglia dell’adolescenza e diventano giovani adulti, molti nonni si trovano spiazzati di fronte a un cambiamento che non avevano previsto. Il legame che sembrava inscalfibile durante l’infanzia si trasforma, le visite si diradano, e improvvisamente quel ruolo che sembrava così definito diventa sfumato. A complicare ulteriormente il quadro, emergono tensioni con i propri figli, ora genitori di questi giovani adulti, su quale spazio occupare e come relazionarsi con nipoti che ormai hanno conquistato la loro autonomia.
La transizione verso l’età adulta dei nipoti rappresenta una fase delicata che coinvolge tre generazioni simultaneamente. I giovani adulti tra i 18 e i 30 anni attraversano un periodo caratterizzato dalla ricerca di identità, instabilità e sperimentazione. In questo contesto, è naturale che i rapporti familiari vengano rinegoziati.
I nonni, abituati a un ruolo più attivo e presente durante l’infanzia dei nipoti, possono interpretare questo distacco come un rifiuto personale o, peggio ancora, come il risultato di un’interferenza da parte dei genitori. Tuttavia, ciò che viene percepito come esclusione è spesso semplicemente l’espressione di un bisogno evolutivo del giovane adulto di stabilire confini propri e costruire relazioni autonome.
Le aspettative non dette: il peso delle tradizioni familiari
Una delle principali fonti di conflitto riguarda le aspettative legate alle tradizioni familiari. I nonni cresciuti in contesti dove i legami multigenerazionali erano più stretti e le gerarchie familiari più rigide faticano a comprendere perché un nipote ventenne declini l’invito al pranzo domenicale o scelga di trascorrere le festività con gli amici.
Le tradizioni rappresentano continuità e identità familiare, ma richiedono una reinterpretazione quando i protagonisti cambiano. Aspettarsi che un giovane adulto partecipi agli eventi familiari con la stessa frequenza di quando aveva dieci anni significa non riconoscere il suo percorso di crescita. I nonni che mantengono aspettative rigide sul coinvolgimento dei nipoti adulti tendono a sperimentare maggiore insoddisfazione nelle relazioni familiari.
Prendiamo il caso di Maria, 72 anni, che ogni domenica preparava il pranzo per tutta la famiglia. Quando suo nipote Luca ha compiuto 23 anni e ha iniziato a saltare questi appuntamenti per stare con la fidanzata o gli amici, Maria l’ha vissuto come un tradimento. Ha iniziato a fare pressioni su sua figlia, accusandola di aver cresciuto un figlio egoista. In realtà, Luca non aveva smesso di voler bene alla nonna: semplicemente stava costruendo la sua vita adulta, e i pranzi obbligatori ogni settimana non rientravano più nelle sue priorità.
Il triangolo generazionale: quando i genitori diventano mediatori
I genitori si trovano spesso intrappolati in una posizione scomoda, dovendo mediare tra le aspettative dei propri genitori e le esigenze di autonomia dei figli giovani adulti. Questa dinamica crea tensioni su più fronti che possono logorare i rapporti familiari.
Da un lato, i nonni possono accusare i genitori di non aver trasmesso adeguatamente i valori familiari o di aver cresciuto figli che non rispettano gli anziani. Dall’altro, i giovani adulti possono percepire la pressione genitoriale come un’ingerenza nella loro libertà di scegliere come gestire le relazioni familiari. I genitori si ritrovano così schiacciati in mezzo, cercando di accontentare tutti senza riuscirci mai davvero.
Tra i conflitti più comuni ci sono le divergenze sulla frequenza dei contatti. I nonni desiderano vedere i nipoti regolarmente, mentre i giovani adulti privilegiano spontaneità e flessibilità. Poi ci sono le modalità di comunicazione: le aspettative su telefonate, messaggi e videochiamate possono divergere drasticamente tra generazioni. Il supporto economico rappresenta un altro terreno minato, con i nonni che vorrebbero aiutare economicamente i nipoti mentre i genitori temono che questo crei dipendenza. E infine ci sono i consigli non richiesti: i nonni offrono suggerimenti su carriera, relazioni e scelte di vita che i nipoti adulti percepiscono come invasivi.

Ridefinire il ruolo: da custodi a compagni di viaggio
La chiave per superare questi conflitti risiede nella capacità di ridefinire il ruolo dei nonni nella vita dei nipoti giovani adulti. Non si tratta più di essere figure educative primarie o custodi, ma di evolvere verso una relazione più paritaria e basata sulla scelta reciproca.
I nonni che riescono in questa transizione sono quelli che accettano di passare da una relazione basata sulla cura a una fondata sulla compagnia e sulla condivisione di interessi comuni. Anziché aspettarsi che i nipoti si conformino alle tradizioni, possono proporre nuove modalità di connessione che rispettino i tempi e gli spazi dei giovani adulti.
Carlo, 68 anni, ha capito che suo nipote Alessandro non aveva più voglia di passare i pomeriggi a giocare a carte come quando era bambino. Invece di offendersi, ha scoperto che Alessandro era appassionato di fotografia. Ha comprato una macchina fotografica usata e ha chiesto al nipote di insegnargli. Ora fanno uscite fotografiche insieme una volta al mese, e il loro rapporto è più forte di prima proprio perché si basa su un interesse condiviso e non su un obbligo familiare.
Strategie pratiche per ricucire il legame
Esistono approcci concreti per migliorare la qualità del rapporto tra nonni e nipoti adulti. Piuttosto che attendere che i nipoti si facciano vivi, i nonni possono prendere iniziative che rispettino l’autonomia del giovane adulto: proporre attività specifiche anziché generici inviti, condividere interessi comuni come concerti o mostre, utilizzare i canali comunicativi preferiti dai nipoti anche se richiedono uno sforzo di apprendimento.
Se tuo nipote comunica principalmente tramite messaggi vocali su WhatsApp, impara a usarli invece di aspettarti telefonate tradizionali. Se ama il cinema, proponigli di andare a vedere un film insieme invece di chiedere semplicemente “quando vieni a trovarmi?”. Questi piccoli accorgimenti dimostrano che rispetti il suo mondo e sei disposto a entrare nel suo spazio anziché pretendere che sia lui a tornare nel tuo.
Per quanto riguarda il rapporto con i propri figli, è fondamentale che i nonni riconoscano il loro ruolo genitoriale. Criticare le scelte educative quando i figli sono ormai adulti crea solo risentimento. Un dialogo aperto, dove i nonni esprimono i propri sentimenti senza colpevolizzare, può aprire spazi di comprensione reciproca. Dire “mi manca vedere più spesso mio nipote” è molto diverso da “hai cresciuto un figlio che non si fa più vedere”.
L’eredità emotiva che resta
Nonostante le tensioni e i cambiamenti, i legami tra nonni e nipoti adulti mantengono un valore significativo per entrambe le parti. I giovani adulti che coltivano relazioni con i nonni possono beneficiare di un maggiore senso di continuità identitaria e di prospettiva generazionale.
I nonni devono comprendere che il loro contributo nella vita dei nipoti adulti non si misura in ore di presenza fisica o nel rispetto delle tradizioni, ma nella capacità di offrire una prospettiva unica, una memoria storica familiare e un affetto che non giudica le scelte di vita. Quando un nipote adulto sceglie liberamente di trascorrere tempo con i nonni, quel momento acquisisce un valore ancora più profondo proprio perché nasce da una scelta consapevole e non da un obbligo.
La sfida per nonni, genitori e nipoti giovani adulti è quella di accettare che i legami familiari non sono statici ma si trasformano, richiedendo adattamento continuo. Solo attraverso questa flessibilità è possibile mantenere connessioni autentiche che attraversano le generazioni, arricchendo la vita di tutti i protagonisti coinvolti. Il segreto non è aggrapparsi al passato, ma costruire insieme un nuovo modo di essere famiglia che rispetti chi siamo diventati.
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