Nei paddock virtuali del web circola una voce che fa drizzare le orecchie a ogni tifoso di motorsport italiano: Imola potrebbe tornare nel calendario di Formula 1. Ma prima di esplodere di gioia, è bene capire il contesto, perché la situazione è più complessa e più delicata di quanto sembri a prima vista. Il punto di partenza, infatti, è tutt’altro che allegro e riguarda direttamente due appuntamenti chiave della stagione.
GP Bahrain e Arabia Saudita a rischio: cosa sta succedendo
Il Gran Premio del Bahrain e quello dell’Arabia Saudita sarebbero attualmente a rischio cancellazione a causa delle tensioni geopolitiche che continuano ad agitare il Medio Oriente. Le due gare sono in programma rispettivamente per il 12 e il 19 aprile. Se la situazione non dovesse migliorare sensibilmente, Liberty Media e la FIA potrebbero trovarsi costrette a prendere decisioni drastiche sul calendario. E quando si tratta di rimpiazzare un Gran Premio con poco preavviso, la Formula 1 ha bisogno di circuiti pronti, disponibili e omologati. Non è una cosa che si improvvisa dall’oggi al domani.
Imola, Istanbul e Paul Ricard: i circuiti alternativi in pole position
In questi casi la macchina dei rumors si mette subito in moto. I tre nomi che circolano con maggiore insistenza sono quelli dell’Istanbul Park in Turchia, del Paul Ricard in Francia e, naturalmente, dell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola. Tre circuiti con un passato in Formula 1, tre strutture che conoscono il circus iridato e che potrebbero, almeno in teoria, rientrare in gioco. Ma è su Imola che si concentra l’attenzione maggiore, soprattutto in Italia. Il tracciato emiliano ha sempre dichiarato pubblicamente di essere pronto a rientrare in calendario in qualsiasi momento, mantenendo una disponibilità aperta nei confronti della Formula 1 anche dopo la sua uscita dal palinsesto ufficiale.
Il conflitto con la 6 Ore WEC che blocca Imola il 19 aprile
Fin qui tutto bello. Ma c’è un ostacolo concreto che rende la questione molto più complicata. Il weekend del 19 aprile, quello corrispondente alla data del GP d’Arabia Saudita, l’Autodromo di Imola è già impegnato con la 6 Ore del WEC, il Campionato Mondiale Endurance. Due eventi di tale portata non possono coesistere sullo stesso asfalto nello stesso fine settimana. Questo significa che, tra le due date medio-orientali a rischio, l’unico slot davvero disponibile per Imola sarebbe quello del 12 aprile, corrispondente al Gran Premio del Bahrain.
Perché Imola resta la candidata più credibile per sostituire il GP del Bahrain
C’è un elemento che gioca chiaramente a favore del circuito italiano, ed è quello storico. Imola ha ospitato il Gran Premio di San Marino per decenni, e la finestra tra aprile e maggio è tradizionalmente quella in cui il tracciato ha sempre visto sfilare le monoposto di F1. Il clima, la logistica, l’organizzazione: tutto tornerebbe al suo posto quasi naturalmente. Non sarebbe un adattamento forzato, ma un ritorno a casa. L’esperienza maturata nelle edizioni del 2020 e del 2021, quando Imola rientrò in calendario come sede del Gran Premio dell’Emilia-Romagna, dimostra inoltre che la macchina organizzativa locale sa gestire un evento di questa portata anche con tempistiche ridotte.
- GP Bahrain (12 aprile): potenzialmente sostituibile con Imola, data libera
- GP Arabia Saudita (19 aprile): Imola non disponibile per il WEC
- Circuiti alternativi monitorati: Istanbul Park, Paul Ricard, Imola
Sperare nel ritorno di Imola significa sperare in una crisi che non vogliamo
Ed eccoci al punto più importante, quello che vale la pena sottolineare con chiarezza. Tifare per il ritorno di Imola in questo contesto significherebbe, implicitamente, tifare perché la situazione in Medio Oriente non migliori. E questo, umanamente e moralmente, non è qualcosa che si può auspicare. La speranza vera è che i GP di Bahrain e Arabia Saudita si disputino regolarmente, che la tensione geopolitica si allenti e che non ci sia bisogno di alcun piano B. Con circa sei settimane all’appello, la Formula 1 continuerà a monitorare gli sviluppi prima di prendere qualsiasi decisione ufficiale. Per ora nessuna gara è stata cancellata e nessuna alternativa è stata attivata. Il motorsport è passione e adrenalina, ma stavolta il tifo più giusto è uno solo: tutto confermato, si corre in Medio Oriente come da programma.
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